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Non ancora revocato il divieto di fermata per i treni DB-ÖBB in Italia

La E 190 014LN retrocede con il treno EC86 Venezia SL-Monaco di Baviera per attestarsi al binario 10, designato alla partenza. (Venezia SL, 12/12/2010; © Marco Bruzzo / tuttoTreno)
La E 190 014LN con il treno EC86 Venezia SL-Monaco di Baviera per attestarsi al binario 10, designato alla partenza. (Venezia SL, 12/12/2010; © Marco Bruzzo / tuttoTreno)

Si è appena conclusa l’udienza in cui il tribunale amministrativo di Roma si doveva pronunciare in merito alla decisione dell’autorità ferroviaria italiana secondo la quale ai dieci treni giornalieri DB-ÖBB tra Monaco e Verona (e rispettivamente Venezia, Bologna e Milano) venivano interdetta la fermata nelle stazioni italiane. La decisione è stata sospesa per tre mesi (fino al 10 marzo 2011), tuttavia per la coppia Monaco – Venezia nelle stazioni intermedie di Vicenza e Padova resta il divieto di fermata. Il tribunale non si è sentito in grado di sospendere l’esecuzione della contestata decisione dell’UFFICIO per la Regolamentazione dei Servizi Ferroviari in riferimento al collegamento con Venezia per l’intero percorso e in riferimento ai restanti collegamenti oltre al 10 marzo 2011. Evidentemente l’autorità e Trenitalia hanno presentato documenti nei quali si darebbe fondamento ai “presunti” svantaggi economici per il trasporto regionale gestito da Trenitalia. Il tribunale ha fissato un’ulteriore udienza per il 24 febbraio 2011. Tale rinvio ha suscitato stupore e delusione in DB e ÖBB che sottolineano ancora una volta l’importanza dei collegamenti internazionali a lungo raggio. Soprattutto per i clienti dei moderni treni a lunga percorrenza a partire da metà marzo resta soltanto l’”incertezza” su come evolveranno i collegamenti con i treni diretti italiani. Insieme i partner DB e ÖBB insisteranno per una revoca della decisione in difesa del trasporto ferroviario liberalizzato e dei clienti abituali. Fonte DB-OBB

Divieto di fermata per i treni EC di DB/ÖBB/Le Nord in Italia per ass. Widmann contrario a politica dei trasporti e sulla concorrenza UE
Benché la decisione presso il TAR a Roma sul divieto di fermata per i treni EC delle ferrovie estere DB, ÖBB e Le Nord in territorio italiano sia stata rinviata, secondo l’assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann sussistono scarse possibilitità per le ferrovie italiane per ottenere ragione. L’assurdo divieto per Widmann sarebbe contrario alla politica dei trasporti e sulla concorrenza della UE.
Come sottolinea l’asssessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann, i collegamenti ferroviari internazionali e sovrarregionali costituiscono il pressupposto per una politica dei trasporti europea orientata al futuro, soprattutto lungo l’asse del Brennero, e per tale ragione devono essere accessibili al maggior numero di cittadini. In quest’ottica la Provincia di Bolzano in collaborazione con i suoi parlamentari a Roma e con le altre Province interessate dal provvedimento si impegneranno affinché il divieto di fermata dei treni EC venga tolto definitivamente.
Come ha informato il parlamentare altoatesino Siegfried Brugger, anche la Commissione trasporti UE nella sua comunicazione ai responsabili delle ferrovie italiane ha avanzato seri dubbi sulla compatibilità del divieto con le disposizioni comunitarie relative alla liberalizzazione del trasporto internazionale di persone. Come del resto già fatto presente dall’assessore provinciale alla mobilità Thomas Widmann in concomitanza con l’entrata in vigore dell’orario invernale a metà dicembre, la Commissione trasporti UE ricorda che il divieto di fermata non può essere giustificato con perdite econocmiche accusate dal trasporto ferroviario regionale criticando, inoltre, l’adozione di un provvedimento a breve scadenza senza aver preventivamente coinvolto i responsabili delle ferrovie tedesche ed austriache. Da qui la richiesta della Commissione UE ai responsabili in Italia di giustificare il provvedimento con l’annuncio di un’eventuale ammonizione in presenza di un mancato rispetto delle norme comunitarie.
Come sottolinea l’assessore Widmann le obiezioni di Bruxelles confermano appieno quelle espresse dalla Provincia di Bolzano e dalle altre Province coinvolte avverso il divieto di fermata, che hanno prodotto la sua temporanea sospensione per tre mesi. L’assessore provinciale alla mobilità è ora curioso di conoscere quali argomentazioni produrranno i gestori delle ferrovie italiane. Fonte Provincia di Bolzano

 

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