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Solidarietà nelle stazioni: modello FS per altre cinque ferrovie europee

Un minuetto in partenza da Venezia Santa Lucia, una delle 10 grandi stazioni italiane. (21/07/2011; foto Marco Bruzzo / tuttoTreno)
Un minuetto in partenza da Venezia Santa Lucia, una delle 10 grandi stazioni italiane. (21/07/2011; foto Marco Bruzzo / tuttoTreno)

Promossa da Ferrovie dello Stato Italiane nel 2008 e firmata da SNCF (Francia), SNCB Holding (Belgio) e CFL (Lussemburgo), la Carta Europea per lo Sviluppo di iniziative sociali nelle stazioni raccoglie ora l’adesione di altre cinque ferrovie europee: CFR (Romania), DSB (Danimarca), NRIC (Bulgaria), NSB (Norvegia) e SZ (Slovenia). Fanno un passo in avanti, in Europa dunque, le iniziative per il recupero dell’emarginazione sociale che gravita intorno alle stazioni ferroviarie. Decisiva la presentazione del documento fatta ai rappresentanti delle Ferrovie Europee dall’amministratore delegato del Gruppo FS, Mauro Moretti, nella sua veste di Presidente della Community of European Railway and Infrastructure Companies (CER).
“E’ necessario costruire un grande network – ha sottolineato Mauro Moretti – composto da tutte le ferrovie europee, dal mondo delle istituzioni e da quello delle associazioni, una rete solida in grado di coordinare e affrontare con determinazione le problematiche sociali che ogni giorno si presentano nelle stazioni d’Europa”.
La Carta impegna le società ferroviarie ad attivare iniziative coordinate per il recupero dell’emarginazione sociale nelle stazioni. Dopo la firma nel 2008, l’anno successivo avevano aderito alla Carta le PKP (Polonia) e nel 2010 avevano sottoscritto Patti di sostegno all’iniziativa anche l’International Union of Railways (UIC), la Fondazione delle Ferrovie Spagnole, l’European Federation of National Organisations Working with the Homeless (FEANTSA), i comuni di Parigi e Roma. Imminente anche l’adesione dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).
La Carta è stato accolta da subito con grande attenzione anche dagli organi comunitari, tanto che la Commissione europea ha finanziato il progetto Hope in Stations, grazie al quale a breve verranno aperti nuovi centri di prima accoglienza e orientamento a Parigi, Bruxelles, Varsavia e Lussemburgo, prendendo come modello di riferimento gli Help Center delle stazioni italiane. La tappa successiva, in attesa del via libera della Commissione europea, sarà Work in Stations che punterà ad offrire alle persone in difficoltà opportunità di riscatto ed emancipazione attraverso il lavoro.
La Carta Europea cambia il modo di concepire l’universo che ruota intorno alle stazioni. Con la Carta prosegue l’impegno di Ferrovie dello Stato Italiane nel campo del sociale in un’ottica sempre più sovranazionale, mettendo a disposizione dell’Europa le buone pratiche sperimentate con successo nel nostro Paese e facendo sempre più network con le altre società europee. Fonte FS

 

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