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Nella notte tra il 10 e l’11 dicembre verranno dimezzati i treni-letto

9 dicembre 2011 – Si conclude domani sera, con la partenza dell’Euronight 441, la storia del trasporto ferroviario passeggeri tra Italia e la ex Jugoslavia e, in generale, con i paesi d’oltrecortina: questo treno, insieme all’EN Palatino Roma–Parigi, è la più illustre vittima della strage dei treni notturni che si porterà a compimento nella notte tra il 10 e l’11 dicembre. Ma non solo: in un momento in cui si fa un gran parlare del corridoio 5 sembra che nessuno abbia interesse a fare trasporto passeggeri tra Italia e Slovenia, sembra il preludio a una bella linea AV/AC su cui non passerà nessuno.

 

Se il traffico non c’è oggi come si può pensare che ci sia domani? In realtà il traffico potenziale ci potrebbe essere, basta dare un’offerta valida, non una sola coppia notturna. Quanto ai treni notte interni il paese rimarrà praticamente spezzato in due, specialmente sulla direttrice tirrenica verso Calabria e Sicilia con rottura di carico a Roma; ma anche quella adriatica soffrirà di alcuni tagli come il treno notte Trieste–Lecce. Inoltre molti treni estivi con trasporto auto al seguito non verranno più effettuati nel 2012. Il mercato non richiede più questo tipo di treni oppure vorrebbe qualcosa di meglio come un servizio ristoro a bordo? Partire da Torino alle 20,05 e scendere a Palermo alle 17,40 del giorno dopo portandosi dietro il sacchetto della spesa ricorda molto gli anni dell’emigrazione dal sud: i clienti sono cambiati ma non necessariamente vogliono viaggiare in aereo, se non altro per i bagagli che continuano ad essere pesanti come quelli di 50 anni orsono, motivo per il quale non vogliono neanche la rottura di carico come avverrà da domenica sera a Roma. Trenitalia, anche sollecitata dai sindaci e dai governatori delle regioni interessate, farà un dietrofront parziale? Ce lo auguriamo ma con un salto di qualità nel servizio offerto: solo così potrà chiedere di più dalla clientela e ottenere soddisfazione economica al di là del contributo dello Stato, svanito nel nulla. A cura di Marco Bruzzo

 

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